12.05 – Parlare dai margini: dal femminismo nero e postcoloniale all’intersezionalità

parlaredaimarginiquinta giornata del ciclo Cartografie Subalterne: sguardi postcoloniali su confini, conflitti e traiettorie insorgenti

Nel tempo delle migrazioni di massa, della riarticolazione della gestione di corpi, confini, movimenti, dei processi di razializzazione, dell’islamofobia, delle retoriche violente seguite ai fatti di Colonia, diventa sempre più viva l’urgenza di riuscire a leggere quanto ci circonda con uno sguardo non solo de-colonizzato, ma intersezionale. Le città, i territori, i luoghi di lavoro, le relazioni, vedono noi stess* implicat* nella differenziazione, nella gerarchizzazione, che cammina sulla linea del colore, del genere, dell’orientamento sessuale, dell’età, della classe, e riproduce nuove e vecchie oppressioni. Per porsi il problema di un discorso e una pratica politica contro-egemonica che dai margini tenda al centro, diventa allora necessario ripensare la nostra posizione, il nostro sguardo, i/le nostr* “altr*”.

A partire dal femminismo nero e postcoloniale, non necessariamente eterosessuale, ricostruiamo quindi una genealogia “intersezionale” in grado di comporre nuove strutture di senso, nuove alleanze, nuove comunità, nuove pratiche di resistenza e traiettorie di fuga. Perché dagli spazi liminali sia possibile tornare ad avere “voce”. 

Ne discuteremo con:
Vincenza Perilli, ricercatrice indipendente, InteRGRace
Valeria Ribeiro Corossacz, ricercatrice all’Università di Modena e Reggio Emilia
Marta Gianello Guida, co-curatrice di “Sorella Outsider”

 

Giovedì 12 maggio
ore 18.30 @AulaB2, Ca' Borin

(via del Santo, 24)