22.03 – Una tragedia senza confini: testimonianze di solidarietà e resistenza nella Grecia di Lesbo e Idomeni

idomeniLe file di panni stesi al recinto eretto per controllare i flussi migratori nascondono appena la tendopoli che continua a crescere intorno a Idomeni, piccola città di confine nel nord della Grecia che non arriva a contare nemmeno 200 abitanti, dopo che migliaia di migranti e rifugiati hanno trovato sbarrata la loro strada verso l'Europa occidentale, dopo i blocchi imposti dalla confinante Macedonia.

Sono quasi 10.000 le persone accampate in condizioni disumane nel campo profughi, anche se il limite massimo che avrebbe potuto accogliere era di 1500 individui.
In questo paesino muore l'Europa!

Non solo la tanto acclamata Unione Europea che si dimostra incapace di mettere in campo un reale piano di azione per la gestione del flusso migratorio, che non è capace di trovare una risposta unanime ad una crisi umanitaria senza precedenti, che guarda impassibile la morte di migliaia di persone che percorrono un tortuoso viaggio via terra o via mare, sognando una terra di opportunità per se stessi ed i propri figli: “Dove dovremmo tornare? Io non ho più una casa. C’è solo una scelta: andare avanti”.

Qui finisce anche l'Europa dei grandi ideali di Pace e giustizia, che avrebbe dovuto riunire tutti in una grande federazione di Stati coesi; solo adesso capiamo che quest'Unione non può esistere solo su carta, che vanno prese decisioni reali e che non si può lasciare libertà d'azione a governatori xenofobi e razzisti, capaci solo di costruire muri o recinzioni!
Schengen non è un ideale realizzabile solo in tempo di pace e stabilità! Questo trattato dovrebbe essere attuato ora, in questo momento di totale crisi per portare ad una circolazione sicura e tutelata attraverso la creazione di un corridoio umanitario!

Nel momento in cui mancanze di strategie politiche, interessi economici, ideologie, venti di guerra si palesano nella situazione di questo piccolo villaggio e prendono corpo nell'esperienza drammatica di migliaia di persone ingabbiate in quel limbo, è evidente che chiunque abbia il desiderio di capire cosa stia succedendo per trovare un modo di agire anche a partire da sé, per cambiare di segno e direzione a questa situazione, non può che avere lo sguardo rivolto a Idomeni. Anche noi vorremmo parlarne insieme qui all'università. Per questo l'incontro organizzato ha come intenzione primaria quella di raccontare in maniera immediata questa strage senza confini, riportando due testimonianze di attivist* che hanno appreso con i propri occhi ciò che sta realmente avvenendo e che saranno in grado di raccontarci e far emergere la realtà quotidiana, biografica, umana racchiusa a Idomeni. Proveremo a rendere più completo questo quadro informativo, anche attraverso video, foto e articoli, per permettere a chiunque senta il desiderio di vedere in modo nitido Idomeni, di dedicare del tempo a questo.

Collegamenti Skype con:
Giacomo Capriotti – Un Ponte Per – in diretta dall'Isola di Lesbo
Anna Maria Iatrou – Women Solidarity Place Thessaloniki

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Martedì 22 Marzo, ore 17:30
Aula A, Dipartimento SPGI

(via Del Santo, 28)