#Padova – Perquisizioni, domiciliari e obblighi di dimora per il #14N

sciopero-sociale-14nAlle 13:30 conferenza stampa sul Listòn e alle 18 presidio in Piazza Antenore. La libertà di movimento è sotto un attacco strategico. A Padova cinque attivisti del CSO Pedro, Bios Lab e del Coordinamento Studenti Medi sono stati perquisiti in primissima mattinata, ricevendo la notifica di quattro obblighi di dimora e un arresto domiciliare.

A pochi giorni dalla sentenza No Tav, che ha ribadito lo stato di guerra costruito dai poteri congiunti politici, giudiziari e polizieschi, vediamo confermarsi l’atteggiamento riservato ai percorsi e ai momenti di conflitto sociale in Italia. Nella città patavina questo clima si unisce all’ormai noiosa retorica allarmista che alcuni esponenti dei partiti politici locali, della magistratura e delle forze di polizia, tutta volta a riesumare lo spettro del ritorno degli anni Settanta e della violenza politica. La sproporzione tra pene e reati, l’assunzione della colpevolezza nel dare pesanti misure preventive, dunque senza alcun dibattimento, l’allontanamento forzato degli attivisti da Padova, è indice della sordità che le istituzioni hanno nei confronti delle problematiche e rivendicazioni sociali che la città esprime. Ed anche della tensione che si vuole creare identificando gli attivisti come un problema di sicurezza e di ordine pubblico della città: l’obiettivo è minare la possibilità di un cambiamento radicale, mettendo a tacere e bandendo qualsiasi voce di dissenso. Non era forse questo ciò che hanno gridato a gran voce le centinaia di partecipanti al corteo del 14 novembre? Non era forse la contrarietà alla riforma del lavoro peggiore – il Jobs Act – che sia mai stata approvata negli ultimi decenni? A Padova come in tantissime altre piazze italiane, questo desiderio di migliori condizioni di vita, possibilità, reddito e diritti ha fatto scendere per le strade le centinaia di migliaia di strikers, protagonisti dello sciopero sociale. In un’Europa scossa da venti di cambiamento istituzionali, i partiti e le istituzioni nostrane che esultano per le vittorie elettorali altrui si dimostrano ancora una volta quello che sono: riproduzione del loro potere, chiusura totale nei confronti delle istanze sociali che costruiscono quotidianamente un modo diverso di vivere la città, che parli il linguaggio delle lotte e dei diritti.

Liberi tutti. Per una Padova libera e aperta ai movimenti che la abitano, per una trasformazione del diritto affinché non sia uso e strumento del più forte, ma certezza e garanzia di difesa di chi diritti non ne ha. La libertà di movimento non si misura, men che meno con le operazioni repressive da parte di chi mira a restringerla sempre di più.

Un’ultima cosa la vogliamo dire a chi tenta con questi strumenti di fare paura chi si mette in gioco in prima persona per trasformare le vite dei troppi che non un futuro: le vostre intimidazioni non ci fanno paura e anzi, ci convincono che stiamo percorrendo la strada giusta, rafforzano la nostra voce e moltiplicano il nostro bisogno insopprimibile di lottare per la nostra libertà!

Non ci fermerete mai!

Il #14N c’eravamo tutti! La libertà non si misura!

Cesko, Luca, Luca, Giorgio, Fede liberi! Liberi tutt*!

Padova Città Aperta –Laboratorio per lo Sciopero Sociale