Quale vita in questa crisi? – 1° incontro: Nel merito del merito

6a00e55180ed5c883400e554d248198833-800wiintroduzione e spunti per la discussione:

Negli ultimi anni merito/valutazione sono state le parole chiave di tutte le iniziative portate avanti dai Governi che si sono avvicendati nella progressiva riforma del sistema formativo italiano inteso in senso lato (Scuola, Università, Ricerca). L’introduzione della meritocrazia viene infatti proposta come unica soluzione per sistemare e rendere più giusta la società italiana afflitta da una serie di mali ormai storici quali baronato, ineguaglianza, nepotismo, clientelismo perché si presume che la valutazione del merito sia basata su criteri oggettivi, matematici e quindi neutri. Il tutto condito e agevolato dalla presunzione che il sistema non sia in grado di governarsi e  riformarsi autonomamente, per cui serve un soggetto esterno, un tecnocrate, un’agenzia imparziale che metta a posto le cose per l’interesse di tutti. In realtà dietro a questa imponente campagna stampa, messa in piedi con articoli di giornale, libri, progetti ministeriali, blog, c’è il tentativo di nascondere il processo di dismissione e svalutazione del sistema formativo italiano. Tale processo è parte di un disegno più ampio il cui obiettivo è trasformare l’Italia e gli altri paesi dell’Europa del Sud in un’area secondaria con scarso investimento in innovazione e ricerca, con una competitività  basata sul basso costo di una forza lavoro dequalificata e sottopagata, con l’eccezione di alcune particolari nicchie produttive di cosiddetta “eccellenza” sulle quali è redditizio investire.

Nell’ambito della formazione, questo processo viene portato avanti mediante un dispositivo, che è di controllo e allo stesso tempo di inclusione differenziale,  basato sulla combinazione valutazione-merito. Secondo la logica anglosassone dell’accountability (misurabilità), ogni studente, insegnante, professore o ricercatore dovrà sottoporsi ad un processo di valutazione permanente in base a criteri e parametri che verranno imposti dall’alto di volta in volta per rispondere a specifiche esigenze economiche o di funzionalità. Ad ogni persona sarà quindi associato un valore, un punteggio in modo da creare una graduatoria, una classifica di “merito”. Ai primi della classifica, i “meritevoli”, saranno destinati premi, borse di studio, finanziamenti o posti di lavoro, però sempre limitatamente alle disponibilità economiche presenti in quel momento. Un’eventuale riduzione delle risorse infatti comporterà ad esempio una diminuzione del numero delle borse di studio e conseguentemente degli studenti “meritevoli”, con in parallelo il trasferimento della responsabilità dell’esclusione agli stessi esclusi, rei di non essere sufficientemente “meritevoli” in base ai presunti criteri oggettivi di valutazione. Tali meccanismi di imposizione di responsabilità e creazione di sensi di colpa non sono diversi da quelli in atto nel discorso relativo alle cause dell’attuale crisi economica e alle conseguenti misure di austerity: in passato abbiamo sbagliato perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e quindi adesso dobbiamo accettare i sacrifici dell’austerity.

È inoltre evidente che per la singola persona non sarà più sufficiente essere bravo, preparato o produttivo per esser incluso tra i “meritevoli” e quindi per poter forse godere delle opportunità di cui sopra, dovrà infatti esserlo più degli altri. Si innescherà perciò una sorta di gara tra i singoli studenti, professori o ricercatori per primeggiare in queste classifiche e sperare quindi di rientrare tra i meritevoli. Saranno pertanto incentivati comportamenti egoistici  e competitivi a discapito della collaborazione e del confronto che sono invece i motori principali di un percorso libero e positivo di apprendimento, di formazione e di produzione di saperi. Occorre inoltre evidenziare che la tipologia di criteri adottati per la valutazione influenzerà il comportamento dei soggetti valutati: se ad esempio gli studenti venissero valutati unicamente mediante quiz a crocette, essi imposteranno lo studio sull’acquisire una conoscenza nozionistica trascurando invece la capacità di sintesi e rielaborazione. Di conseguenza anche la scelta dei criteri di valutazione del sistema formativo di un paese non è sicuramente un passaggio puramente burocratico, automatico o scontato e quindi non può esser delegato a cuor leggero a una ristretta cerchia di tecnocrati poiché può determinare fortemente l’evoluzione futura di tale sistema.

È necessario quindi combattere e rigettare in toto la retorica del merito, attaccando in primis quelle ambiguità lessicali su cui si basa. Si tratta cioè di evidenziare che meritocrazia non vuol dire affatto democrazia, uguaglianza ma piuttosto esclusione ed egoismo. Una critica puramente conservatrice, corporativa volta alla difesa dello status quo della scuola e università pubblica comporterebbe però come unico risultato la difesa delle molte inefficienze, clientelismi e ingiustizie presenti in questo sistema. Allo stesso modo una critica riformatrice indirizzata al miglioramento del meccanismo del merito attraverso specifici aggiustamenti ai criteri usati per la valutazione sarebbe poco incisiva nel complesso e rischierebbe probabilmente di arenarsi nella selva dei cavilli burocratici e dei dettagli tecnici. L’opzione sicuramente più interessante e funzionale per i movimenti è rappresentata da una critica trasformatrice che metta in discussione l’attuale sistema formativo italiano per riscostruirlo in base ai valori e alle finalità che dovrebbero caratterizzare la Scuola, l’Università e la Ricerca inserite nel panorama dei Beni Comuni, valori come la cooperazione, l’autorganizzazione e la partecipazione. Seguendo questo approccio, processi di autovalutazione e valutazione dal basso potrebbero essere funzionali per rinnovare il sistema formativo e aprire la produzione e la diffusione dei saperi a nuovi attori.

 

ne parleremo con:

Anomalia Sapienza – Roma
Laboratorio Universitario su merito e crisi – Bologna
AutAut357 – Genova
Saperi Precari – Padova
Di.S.C. – Padova

video dell’incontro:

 

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