Se viviamo è per marciare sulla testa dei re – Liber* Tutt*!

tratto da bioslab.org

Sentiamo il bisogno di prendere parola perché siamo stanchi e pieni di rabbia. In troppe occasioni abbiamo visto la vendetta di procure e tribunali scagliarsi verso chi, in questi anni così complessi in cui la democrazia è crollata sotto il peso della violenza autoritaria della crisi, ha deciso di non abbassare la testa, di non accettare che questa sia l'unica vita che possiamo vivere e di non adeguarsi ad un futuro fatto di precarietà, povertà e solitudine.

Non possiamo non denunciare come, dopo essere stati più volte repressi violentemente nelle piazze e dopo aver scontato in troppi misure cautelari preventive che danno il segno dello stato di salute del sistema della giustizia italiana, in questi giorni in tutta Italia si stanno comminando sentenze di condanna molto gravi per chi ha, dal basso, tentato di ostacolare la barbarie che rappresenta il presente in cui oggi siamo costretti a vivere.

Dalle mobilitazioni delle onde anomale che hanno agitato scuole e università negli anni passati alle mobilitazioni contro la guerra, dalla pratica quotidiana dell'antifascismo alle lotte per il reddito e per i diritti nel mondo del lavoro, dall'opposizione alle politiche di austerity fino al rifiuto di essere complici della svendita dei territori in cui viviamo, in migliaia in questi anni hanno messo in gioco i propri tempi, i propri corpi e le proprie intelligenze per trasformare il brutto mondo che ci circonda. Ora, quelle stesse migliaia di compagni la stanno pagando cara, e in queste ultime settimane sono state troppe le condanne che questi hanno subito per le lotte e i conflitti che hanno animato con coraggio.

Risale a due settimane fa la condanna ad un anno in primo grado ad 11 attivisti dell'Onda anomala di Padova e Venezia per una manifestazione antifascista svoltasi a Padova nel febbraio del 2009, di ieri mattina le 6 condanne in primo grado a sei compagni del Bios e del Pedro, per una serie di manifestazioni ed eventi legati alle mobilitazioni dell'Onda. Di qualche giorno fa la condanna definitiva a 100 giorni di domiciliari per Zuzzu del Pedro e Zenzi dell'Adl Cobas per un'occupazione simbolica di un appartamento di lusso messa in atto nel maggio del 2011 per denunciare la mancanza di soluzioni abitative per tutti quelli che, come noi, sono nati e cresciuti nella precarietà. Da ultimo, la condanna in via definitiva commissionata a Luca Casarini, sempre per l'occupazione di un appartamento in cui Luca ha vissuto per anni.

Non abbiamo mai avuto alcuna fiducia e non abbiamo nulla da dire a quelle istituzioni che utilizzano le armi della violenza e del diritto per metterci in silenzio e mettere definitivamente una pietra sopra alla democrazia e ai suoi conflitti. Le nostre parole, i nostri pensieri e le nostre iniziative si rivolgono a quei compagni che stanno subendo nella loro vita le conseguenze delle scelte coraggiose che hanno fatto negli anni passati, e che siamo sicuri continueranno a fare. Ne siamo sicuri perché non c'è minaccia, non c'è ricatto, non c'è violenza che possa cancellare la consapevolezza che nella lotta e nel conflitto possano essere inventate forme di vita differenti, lontane dal servilismo, dall'isolamento e dalla rassegnazione in cui ci vorrebbero costringere.

E' tuttavia per noi giunto il momento di aprire un ragionamento serio e trasversale che sappia mettere al centro il problema della violenza poliziesca e giudiziaria sui movimenti, una questione che riguarda da vicino le nostre vite, il nostro presente e il nostro futuro. Dobbiamo costruire strumenti, pratiche e spazi di agibilità politica in grado di arrestare l’attacco del capitale ad ogni forma di dissenso e di soggettivazione autonoma, mutualismo e solidarietà, e spezzare la spirale di paura su cui si fonda il neoliberismo selvaggio e autoritario della post-democrazia.

Noi ricominciamo da qui, dicendo chiaramente che vogliamo tutti liberi e tutte libere di lottare, perché d'altronde, ed è ovvio, se viviamo è per marciare sulla testa dei re.

Liber* tutt*!

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