Strikers Declaration #05: Cosa fa la buona scuola?

declaration_05“Vi propongo un patto, un patto educativo”

Matteo Renzi inizia così la sua lezione al paese, annunciando di basare la sua “buona scuola” sui mantra della valutazione e del merito. Renzi si dimentica forse di spiegare quale sia il reale ammontare dei tagli, ben nascosto dietro le sue promesse: si inizia con una sforbiciata di 287 milioni al FFO, un taglio previsto dalla legge di stabilità, provvedimento in diretta continuità con le direttive europee, per continuare con la sottrazione di 560 milioni direttamente dalle casse delle regioni allo stato, fondi stanziati dal fu governo Letta per circa 50 mila borse di studio, ma oggi posti sotto lo Sblocca Italia. 

L'incantesimo del mago Renzi è così svelato: il merito tanto proclamato si trasforma in selezione e inclusione differenziale nelle scuole e nelle università. La Buona scuola di Renzi e i tagli al mondo dell'Università e della Ricerca del ministro Giannini mirano alla privatizzazione e aziendalizzazione della scuola e dell'università, nel solco del Jobs Act, materializzatosi in scuole e università sotto forma di tirocini e stages gratuti, ramificazioni di quel modello Expo 2015 che presto si estenderà a tutto il paese.  

Quando l'accesso ai saperi da diritto per tutt* si fa selezione, quando il lavoro, già sottopagato e precario, diventa sfruttamento gratuito, quando infine, ogni frammento di tempo, desiderio e relazione è messo a valore, batte il tempo dello sciopero sociale. 

Noi precar*, come soggettività frammentate costantemente valorizzate, individualizzate ed isolate, abbiamo deciso di scioperare. Si, sottrarci volontariamente e collettivamente per una giornata intera, incrociare per 24 ore le mille braccia della cooperazione sociale, diffusa e reticolare, sabotare, sanzionare, bloccare i punti nodali di estrazione di valore dalle nostre vite.

Noi, come soggettività studentesche della formazione e della ricerca, stretti tra le mura delle scuole e delle università e completamente abbandonate tra le reti dello sfruttamento metropolitano. Noi, come utenti della rete. Noi, sottopagati e in nero. Noi, corpi sessuati costantemente normati. 

Vogliamo e Pretendiamo un Reddito, Generale ed Incondizionato, che ci permetta di poter vivere una vita degna, non sottoposta a ricatto. Vogliamo e Pretendiamo Salario minimo Europeo, per tutelare anche chi il posto di lavoro lo ha e rischia di perderlo. Vogliamo e Pretendiamo l’eliminazione del Jobs Act e di tutte quelle politiche che mettono il profitto prima delle vite stesse. 

Rivendichiamo il diritto ad essere felici, liberi e indipendenti. 

Rivendichiamo il diritto di riappropriarci degli spazi, delle strade, dei dipartimenti, delle scuole, delle città. 

Per questo, affinché lo sciopero del  #14n sia realmente sociale e generalizzato, chiediamo ai docenti, ai dottorandi e ai ricercatori universitari il blocco della didattica universitaria, la sospensione di tutte le attività accademiche, l'interruzione di tutte le attività di ricerca e di tutte quelle mansioni non retribuite o sottopagate che ogni giorno, in solitudine e con fatica, permettono agli atenei di andare avanti. 

Consapevoli che non tutt* possono permettersi di scioperare, in ogni momento del #14n sarà possibile mettere in atto pratiche di sabotaggio, astensione dal lavoro, blocco, rallentamento e infine mobilitazione generalizzata di tutte le categorie, garantite e non garantite.

Rimandiamo al mittente il patto educativo di Renzi. 

Il #14n è solo l'inizio, perché tutta la vita deve cambiare!

 

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